24 maggio 2011

Aumentano i nuovi poveri

La soglia media di povertà locale è di 9.893 euro all’anno. Per contro, il reddito medio si attesta a 26.434 euro. Tra i 117 capoluoghi di provincia nel 2008 circa il 12,2% dei contribuenti (1,2 milioni di individui) dichiara un reddito inferiore alla soglia.

Leggo fra le notizie di Virgilio che si sta spostando la “mappa” della povertà: Brescia, Rimini, Verbania, Massa, Carrara appaiono nelle prime 10 posizioni nella classifica delle città più esposte al rischio povertà, cioè che presentano il maggior numero di soggetti con reddito inferiore alla soglia di povertà.

Mi viene spontaneo un calcolo.

Il tetto per il trattamento di cassa integrazione guadagni è per i lavoratori con retribuzione fino ad euro 1961,80 ( la maggior parte) di 885,84 al netto della trattenuta previdenziale. Moltiplicato per 12, sono 10.626 euro. Che siano questi i nuovi poveri?

E che ad essi si accompagnino i piccoli artigiani che non hanno più committenti e i commercianti “minimi” che subiscono la ridotta capacità di spesa, sia dei nuovi poveri che di quelli che poveri non sono, ma hanno paura di diventarlo, o che fanno comunque fatica?

Forse non è solo evasione, come si paventa.

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4 Commenti a “Aumentano i nuovi poveri”

  1. lm scrive:

    poi scopri che i pensionati, presunti poveri…., hanno in conticinoin banca o in posta da miglia e miglia di euro se non centinaia di miglia, per gioia di figli e nipoti……
    se la G.F., e qantaltri, facessero una indagine, anche solo statistica, nelle banche collegandosi all’inps inpdad e quantaltri, ne scoprirebbero di belle. altro che poveri!

  2. Emilio scrive:

    Premesso che, vista l’evasione fiscale, le statistiche su questo argomento sono valide quanto i famosi polli di Trilussa, quella della povertà è la solita bottiglia mezza piena o mezza vuota, dipende da come la si guarda.
    E’ vero che una parte dei pensionati giace in condizioni pesanti, però sarebbe necessario sapere se è quanto hanno versato come forma di previdenza o quanto hanno scialacquato (a questo proposito è scandaloso che alcune persone famose abbiano la cosiddetta “pensione Bacchelli” dopo aver perso al casinò miliardi delle vecchie lire).
    Per quanto riguarda molti poveri, soprattutto giovani, è una povertà scelta perchè altrimenti non si spiegherebbe come mai gli artigiani non riescano a trovare manodopera e molte forme di artigianato siano scomparse o stiano scomparendo. Certo quella dell’artigiano non è un lavoro da eseguire in giacca e cravatta, seduto alla scrivania. Per chi non lo sapesse nel mantovano i mungitori sono praticamente tutti indiani e guadagnano 4000 euro al mese: purtroppo le vacche non conoscono né sabato, né festivi.
    Quanto alla difesa “ho una laurea”, penso che sia assurda, sià perchè, pur essendo laureato da oltre quarant’anni (e mi si permetta la sicumera, in ingegneria al Politecnico di Milano) ho sempre reputato che un titolo accademico non debba avere valore legale e che il conseguirlo sia, tutto sommato, una scommessa. Dubito che il mercato abbisogni di molti architetti del verde o di esperti in araldica o cianfrusaglie simili. Per cui se qualcuno ha scommesso su un tipo di laurea strampalato e, poi, ha perso, non può che recitare il mea culpa e accettare ciò che il mercato gli offre.

  3. Maria Rosa Gheido scrive:

    Indubbiamente ci saranno pensionati ( ed altri) finti poveri. L’Inps, però, nel rapporto del 2010 presentato lo scorso 25 maggio segnala che in Italia oltre otto milioni di pensioni (pari al 50,8% del totale) hanno un importo inferiore a 500 euro al mese. La quota delle pensioni più basse sale invece al 79% del totale se si considerano gli importi inferiori ai 1.000 euro. E ancora non è a regime il sistema contributivo. Io continuerei a pensarci…….

  4. Emilio scrive:

    I problemi sono due.
    Il primo è che l’INPS dà rendite basse rispetto a quanto versato. La mia pensione integrativa di dirigente del commercio è, in proporzione, molto più alta.
    Il secondo punto è che, per quanto ne so, alcune categorie (mi sembra, ad esempio, l’agricoltura) versano contributi molto bassie quindi…

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